Psicoanalisi della Relazione

La psicoterapia è una terapia basata essenzialmente sulla parola; molto diversi fra di loro possono essere gli approcci utilizzati dai terapeuti per aiutare il paziente a costruire un’immagine diversa e più ricca di sé.

La prospettiva di Psicoanalisi della Relazione, fondata su presupposti epistemologici di tipo interazionista/costruttivista (quindi molto lontani dalla teoria freudiana dei primi del secolo scorso) si caratterizza per l’attenzione particolare rivolta all’individuo come soggetto che si costruisce organizzando attivamente le proprie soluzioni di vita nell’interazione con gli altri.

L’approccio, richiamandosi agli studi e alle ricerche empiriche nell’ambito dell’Infant Research, mette in evidenza come fin dalla nascita ogni essere umano ricerchi la migliore regolazione emotiva possibile all’interno del proprio contesto di crescita, sia in modo autonomo, sia  ricevendo un contributo regolativo dal caregiver (in genere i genitori) e dal mondo esterno, attraverso processi di influenzamento reciproco.

L’essere umano, in quanto soggetto dotato di una coscienza riflessiva, é potenzialmente in grado di darsi dei significati personali. In quest’ottica la capacità riflessiva o autocoscienza, è la capacità di essere cosciente di sè e dei propri stati mentali, emotivi e affettivi, del proprio modo soggettivo di rapportarsi con il mondo.
Ma, come processo auto protettivo, può anche accadere che di fronte ad esperienze emotivamente troppo difficili da gestire, l’individuo non riesca a dare un senso proprio a ciò che gli sta accadendo, chiudendosi all’esperienza soggettiva e alla possibilità di imparare e crescere da essa.
Nel  campo del disagio psicologico questo si traduce in inibizioni difensive finalizzate a mantenere, attraverso modalità ricorsive, sempre uguali, di riconoscimento di se stessi,  un equilibrio che per quanto doloroso ha una funzione organizzante, stabilizzante e protettiva nei confronti del cambiamento. Tuttavia la rigidità di queste soluzioni preclude alla la possibilità di dare alla propria esperienza e alla propria identità un rinnovato significato personale basato su dimensioni relazionali e psichiche.

Il ripresentarsi di queste inibizioni difensive nella relazione sono il fulcro del lavoro terapeutico e possibilità stessa del suo procedere. E’ a livello di relazione/interazione dunque che si gioca la possibilità di immettersi in un percorso di autocoscienza e di conoscenza di sé utile per una vita piena, ricca di significati e di valori in direzione dei propri obiettivi.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI 

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Fontana, M. (2006) Discussione della relazione di Michael ErmannLe tue parole colpiscono la mia mente. Modelli della memoria e tecnica psicoanalitica, XIV International Forum Of Psychoanalysis, Roma, 23-27 maggio. 

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Mitchell, S. (1988) Gli orientamenti relazionali in psicoanalisi. tr. it. Bollati Boringhieri, Torino, 1993. 

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